Stratigrafia - Museo Geologico e delle Frane

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Stratigrafia

Geologia

Civita di Bagnoregio è compresa tra le valli del Rio Torbido a sud e del suo affluente sinistro Fosso di Bagnoregio a nord, che insieme sono noti come la "Valle dei Calanchi".
I versanti sono costituiti da argille limoso - sabbiose e limi argilloso - sabbiosi, di colore grigio, da massivi a mal stratificati, riferibili alla "formazione del Chiani-Tevere" (Mancini et alii, 2001), ricoperti da depositi vulcanici del Distretto  Vulcanico  Vulsino attraverso una superficie di discontinuità stratigrafica testimoniante un intervallo di tempo di qualche centinaia di migliaia di anni.

Nel Distretto Vulcanico Vulsino nell’intervallo di tempo compreso all’incirca tra 590 mila e 130 mila anni fa sono stati attivi 5 complessi vulcanici: "Paleo-Vulsini" (circa 590-490 mila anni fa), "Campi Vulsini (circa 490-130 mila anni fa), "Bolsena-Orvieto" (circa 350-250 mila anni fa), "Montefiascone" e "Latera" (circa 280-140 mila anni fa) (Palladino et alii, 2010).

Salendo il ponte che conduce a Civita sono ben visibili i prodotti vulcanici che ricoprono le argille sabbiose marine, e costituiscono la base della rupe: tali prodotti vulcanici sono rappresentati da depositi da ricaduta fittamente stratificati dei "Paleo-Vulsini", alternati a paleosuoli testimonianti lunghi intervalli tra una fase eruttiva e la successiva. Le case di Civita poggiano sul tufo litoide dell’ "ignimbrite di Orvieto-Bagnoregio", emessa circa 333 mila anni fa (Nappi et alii, 1995) dal complesso vulcanico "Bolsena – Orvieto".

Ciascun complesso vulcanico è stato caratterizzato da un’ampia varietà di stili eruttivi, che hanno comportato la deposizione di prodotti vulcanici molto differenti, alcuni dei quali (come le lave e le ignimbriti compatte) sono usati fin dall’antichità come materiale da costruzione.

I meccanismi e gli scenari eruttivi sono stati molteplici: lo spettro delle attività di tipo esplosivo, che comprende quelle di tipo hawaiano, stromboliano, pliniano, idromagmatico e surtseyano è, infatti, pressoché completo. I depositi relativi a tali meccanismi eruttivi sono rappresentati da ignimbriti, surges, coni di scorie, strati di pomici, lapilli accrezionali, etc.


 
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