Il Museo Geologico e delle Frane - Museo Geologico e delle Frane

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Il Museo Geologico e delle Frane

Il Museo


Sala  1 - FRANE
Civita di Bagnoregio e il paesaggio vivente della Valle dei Calanchi. Processi geomorfologici in atto. Le frane.
Civita di Bagnoregio e il territorio circostante noto come "Valle dei Calanchi" rappresentano un’area di interesse paesaggistico straordinariamente rilevante da valorizzare e salvaguardare, con caratteristiche che la rendono quasi unica a livello nazionale ed internazionale.
L'evoluzione del territorio è particolarmente evidente lungo la sella morfologica di accesso a Civita che dal 1764 ad oggi ha subito un abbassamento di circa 40 metri.

Sala 2 - FOSSILI
La storia geologica e i fossili marini dell’area compresa tra Bagnoregio e la Valle del Tevere.

Il territorio di Bagnoregio è caratterizzato da argille sabbiose di origine marina del Pleistocene Inferiore ricoperte dai depositi vulcanici del Distretto Vulcanico Vulsino.
Salendo il ponte che conduce a Civita sono ben visibili i prodotti vulcanici che ricoprono le argille sabbiose marine:  depositi da ricaduta fittamente stratificati, alternati a paleosuoli testimonianti lunghi intervalli tra una fase eruttiva e la successiva, e il tufo litoide dell’ "ignimbrite di Orvieto-Bagnoregio".


Sala 3 - STORIA
Evoluzione storica di Civita. Le frane storiche. La vita di S. Bonaventura. Il plastico di Civita.
Complessivamente, dal XV secolo ad oggi sono state documentate 134 frane dettagliatamente descritte in manoscritti, cronache, documenti e pubblicazioni varie: il confronto di tali documenti mostra una riduzione progressiva del centro abitato, a causa del verificarsi di eventi franosi lungo il perimetro della rupe.
San Bonaventura è il personaggio più illustre della città, ha reso famoso il nome di Civita in tutta Europa: religioso, filosofo e teologo, fu vescovo, cardinale e ministro generale dell'Ordine Francescano; è considerato uno tra i più importanti biografi di san Francesco d'Assisi.

Sala 4 - CIVITA
Video e foto per conoscere meglio Civita. Il monitoraggio. Gli interventi di stabilizzazione.
Il monitoraggio dei fenomeni franosi rappresenta il punto di partenza per la realizzazione di programmi di prevenzione e mitigazione dei rischi connessi all'instabilità dei versanti.
Attraverso una attenta ricerca storica e di archivio sono stati recuperati i progetti di intervento sui versanti che hanno cercato di proteggere Civita nelle varie epoche storiche.


LA SEDE


Il rinascimentale palazzo in cui si trova il Museo domina ampia parte di Piazza San Donato; esso appartenne in passato alla famiglia Alemanni, una delle più antiche e nobili di Civita.
La costruzione del palazzo iniziò nel 1585 per volontà del notaio Ser Francesco Alemanni sull'area ottenuta dalla demolizione e ristrutturazione di varie abitazioni.
Nel 1587 i figli Alessandro, Ortenzio e Coriolano decisero, di comune accordo con il padre, di dividere la casa in costruzione a Civita e tutti i beni terrieri e gli altri immobili esistenti nel distretto di Bagnoregio, prendendovi, in seguito, stabile dimora: ad Alessandro toccò la parte orientale del palazzo a partire dall'atrio che rimase in comune; mentre a Ortenzio e Coriolano andò la rimanente parte occidentale. Nel 1658, attraverso il matrimonio tra la pronipote di Ser Alessandro, Caterina, figlia di Ser Ottavio, con Ser Muzio Mazzocchi, il palazzo passò alla famiglia Mazzocchi.
Il violento terremoto che l'11 giugno del 1695 colpì Bagnoregio danneggiò gravemente il palazzo che, nel corso degli anni successivi, venne ristrutturato nel rispetto delle antiche linee architettoniche.
Oggi il palazzo é di proprietà del Comune che lo ha destinato a scopi culturali.



ACCESSIBILITÀ


Il Museo è ubicato al secondo piano di Palazzo Alemanni - Mazzocchi, in piazza San Donato, di epoca rinascimentale.
Civita di Bagnoregio è collegata alla frazione Mercatello, dove si trova il parcheggio per i mezzi privati, unicamente da un percorso pedonale avente un dislivello tra l’inizio e la porta di accesso al paese di circa 50 metri, con pendenza massima in alcuni tratti di circa 40%.
A causa delle caratteristiche del fabbricato, ed essendo Palazzo Alemanni - Mazzocchi un edificio storico, non è possibile dotarlo di ascensore o di rampa motorizzata per i disabili.

L’accesso al Museo è garantito da un montascale mobile azionato dal personale del Museo.

 
Torna ai contenuti | Torna al menu