Geomorfologia - Museo Geologico e delle Frane

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Geomorfologia

Geologia

L'evoluzione dei versanti della Valle dei Calanchi è legata a fenomeni complessi interagenti fra loro; in generale i due processi principali sono:
la diminuzione della resistenza a taglio di rocce e terreni a causa dell’alterazione chimico-fisica in corrispondenza della superficie;
l'aumento degli sforzi di taglio agenti, dovuti all'aumento dell'altezza e dell’acclività dei versanti per l’approfondimento delle valli avvenuto soprattutto durante l’ultimo stazionamento basso del livello marino (circa 18 mila anni fa durante l’ultimo periodo glaciale).

Nel corso del tempo l’erosione ha portato all’isolamento totale o parziale delle porzioni periferiche dei rilievi tabulari costituiti dalle vulcaniti vulsine: dal paesaggio spiccano così rupi tufacee più o meno estese, bordate da pareti subverticali, su cui sono sorti numerosi centri abitati (Civita di Bagnoregio, Lubriano, Orvieto, Orte, ecc).

Le rupi tufacee sono sottoposte a processi di scarico tensionale (stress release) e detensionamento (stress relief) dovuti rispettivamente all’approfondimento delle valli e al contrasto di rigidezza tra le argille (molto più deformabili) e le vulcaniti sovrastanti (più rigide rispetto alle argille) (Bozzano et alii, 2005).

La disarticolazione delle vulcaniti avviene gradualmente con l’apertura progressiva di fratture estensionali variamente orientate rispetto al versante, in cui le radici delle piante, l’infiltrazione dell’acqua, il termoclastismo e il crioclastismo (l’alterazione causata dalle variazioni di temperatura e dalle fasi di gelo-disgelo) contribuiscono lentamente ma inesorabilmente all’alterazione chimico-fisica delle superfici e al propagarsi delle fratture, con conseguente riduzione della resistenza a taglio.

Le condizioni di instabilità dei depositi vulcanici hanno carattere tipicamente "regressivo" e dunque, se non adeguatamente mitigate, possono nel tempo coinvolgere porzioni più interne della rupe.

Le argille sabbiose di origine marina sottostanti le vulcaniti sono contraddistinte da una rapida evoluzione del paesaggio e in ampie aree dai tipici calanchi.
I calanchi sono una forma erosiva caratterizzata da vallecole con forte pendenza, prive di vegetazione, separate tra loro da sottili creste: l’elevata inclinazione e l’impermeabilità del pendio argilloso riducono l’infiltrazione dell’acqua nel terreno e ne favoriscono il veloce deflusso superficiale in rivoli, con la conseguente rimozione della parte superficiale alterata dei depositi argillosi e l’incisione di un fitto reticolo di drenaggio.
La presenza in quantità rilevanti di uno scheletro siltoso – sabbioso (come nella "Valle dei Calanchi") rende le argille più stabili su pendii ripidi, e favorisce quindi lo sviluppo e la durata nel tempo dei calanchi.

Oltre che con la formazione dei calanchi, la rapida evoluzione morfologica dei versanti argillosi si realizza con il verificarsi di diverse tipologie di movimenti franosi, causati da una serie di processi interagenti tra loro: soliflusso, colate, scorrimenti traslativi e rotazionali.

I fenomeni elencati sono in stato ATTIVO con ricorrenza:
"continua" (cioè sono fenomeni in atto),
"stagionale" e "a breve termine" (da 1 a 10 anni) per quanto riguarda i movimenti franosi meno estesi e/o meno profondi,
"a medio termine" (da 10 a 100 anni) e "lungo termine" (da 100 a 1000 anni) per i movimenti franosi più estesi, profondi e complessi.


 
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