"Bagnoregio Underground" - Museo Geologico e delle Frane

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"Bagnoregio Underground"

Eventi

Sin dalla preistoria gli uomini hanno popolato le pendici dell’antico Distretto Vulcanico Vulsino sfruttando la fertilità dei suoli per l’agricoltura e occupando le rupi con insediamenti naturalmente difesi dai ripidi costoni tufacei.
La ricchezza geologica del luogo forniva materiali adatti ad un una estrema varietà di utilizzi: argilla per la fabbricazione dei laterizi, travertino per la produzione della calce, lave da utilizzare come pietra da costruzione e rocce piroclastiche che potevano essere frantumate per ottenere inerti da adoperare nelle malte (pozzolana), lavorate in blocchi o in forme più complesse, o ancora scavate per ottenere ambienti sotterranei.
La facilità e l’economicità con cui potevano essere scavati ambienti nel sottosuolo e in particolare lungo i versanti delle rupi, estraendo allo stesso tempo materiali utili per edificare strutture in superficie, ha fatto si che tale pratica divenisse caratteristica dell’architettura della zona.
Nel corso dei secoli sono stati realizzati ipogei di ogni tipo e dimensione, adibiti a rispondere a tutte le necessità della vita umana.
Per approvvigionarsi d’acqua si scavavano pozzi, cisterne ed acquedotti, per estrarre minerali cave e miniere, per spostarsi da un luogo ad un altro trafori stradali e camminamenti, per conservare i beni magazzini e cantine, per allevare gli animali stalle e colombaie, per ripararsi dalle intemperie abitazioni rupestri, per lavorare botteghe e luoghi di produzione, per smaltire le immondizie butti, per seppellire i morti tombe, per adempiere al sacro edicole ed oratori.


La conferenza e la mostra “Bagnoregio Underground” – ha affermato il Sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti - rappresentano un’ulteriore e importante tappa del percorso intrapreso da tempo dal Comune per rendere il turismo a Civita più consapevole e attento al territorio, portandolo a capire i suoi molteplici aspetti interessanti e a comprenderne la vera essenza, stimolandone una visita più approfondita e più lunga. Il Museo comunale, con la sua area espositiva permanente e l’annesso “Centro di documentazione territoriale”, rappresenta uno strumento fondamentale per garantire una fruibilità sostenibile del borgo e di tutto il territorio della Teverina, attraverso una vasta gamma di attività e iniziative per la divulgazione, la formazione di giovani e adulti, la salvaguardia e la promozione del territorio, e la diffusione del sapere scientifico. Colgo l’occasione per ringraziare la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l'Etruria meridionale per la disponibilità e la collaborazione, e in particolare la dott.ssa Maria Letizia Arancio e i suoi collaboratori per l’impegno profuso con instancabile entusiasmo. Una efficiente rete interistituzionale è fondamentale per offrire ai cittadini iniziative valide e importanti.”

Il Direttore del Museo, Tommaso Ponziani, definisce l’evento, come “
la prima occasione per fruire di una panoramica dei più importanti ipogei, alla scoperta della loro storia e delle loro caratteristiche, nell’ottica di una progettazione a lungo termine per renderli visitabili e arricchire così l’offerta turistica e culturale di Bagnoregio, estendendola anche al sottosuolo, al pari di quanto già avviene in importanti centri vicini come Orvieto, Viterbo e Orte”.

Il geologo Giovanni Maria Di Buduo, responsabile scientifico del Museo e coordinatore dell’evento aggiunge un pensiero rivolto ai giovani, che invita a “conoscere e amare il proprio territorio, per salvaguardarlo e proteggerlo, perché esso è la risorsa più grande e importante del loro futuro: il Museo deve essere inteso come un luogo aperto e dinamico, sempre in aggiornamento e con il personale a disposizione di tutti per imparare, per conoscere il territorio e rispondere alle domande, soddisfare le curiosità e chiarire i dubbi. Inviteremo le scuole di Bagnoregio e dintorni per una visita guidata gratuita alla Mostra, poiché rivolgiamo il nostro impegno innanzitutto verso la Scuola, a cui offriamo competenze e servizi per favorire la sua azione educativa e di formazione degli adulti di domani”.
SABATO 17 DICEMBRE
CONFERENZA
BAGNOREGIO UNDERGROUND
Auditorium V. Taborra, Bagnoregio (VT)
Ore 10.30-12.30


Programma:


10:30 - 10:50 Saluti delle autorità
Francesco Bigiotti, Sindaco di Bagnoregio
Maria Letizia Arancio, Funzionario Responsabile della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l'Etruria meridionale


10:50 - 11:10 Mission del Museo Geologico e delle Frane
Tommaso Ponziani, Direttore del "Museo Geologico e dole Frane" Civita di Bagnoregio (VT)


11:10 - 11:30 Lo stretto legame tra geologia e ipogei
Giovanni Maria Di Buduo, Responsabile Scientifico del "Museo Geologico e delle Frane" - Civita di Bagnoregio (VT)


11:30 - 12:10 I più importanti ipogei nel comune di Bagnoregio
Valerio Chiaraluce, archeologo indipendente


12:10 - 12:30 L'insediamento di Passeano (Bagnoregio)
Sistemi idraulici e impianti produttivi fra III sec. a.C. e I sec. d.C.
Alessio De Vincentiis, Riccardo Tardioli, archeologi indipendenti


12:30 Trasferimento a Civita di Bagnoregio e inaugurazione della mostra
"Bagnoregio Underground" (Palazzo Alemanni)
(orari mostra: dal venerdì alla domenica dalle 10.00 alle 17.30).


Dal 17 dicembre 2016 al 28 maggio 2017 (prolungabile)
MOSTRA
BAGNOREGIO UNDERGROUND
Palazzo Alemanni, Civita di Bagnoregio (VT)
Venerdì, Sabato, Domenica ore 10.00-17.30

Visite guidate su prenotazione.
Per informazioni: Tel. 328 66 57 205 - info@museogeologicoedellefrane.it

ORGANIZZAZIONE:
Museo Geologico e delle Frane  Associazione culturale Geo Teverina

PATROCINIO:
Comune di Bagnoregio
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l'Etruria meridionale

COORDINATORE:
Giovanni Maria Di Buduo

TESTI E IMMAGINI:
Giovanni Maria Di Buduo, Maria Letizia Arancio, Valerio Chiaraluce, Luca Pesante, Roberta Tozzi, Brian Stanton, Tommaso Ponziani, Luca Costantini, Claudia Gentili, Ass. Toward Sky (Todi), Ass. Corrado Mortera (Vetriolo), Astra Zarina

ELABORAZIONI GRAFICHE:
Giovanni Maria Di Buduo, Sergio Pregagnoli, Cinzia Zegretti (Archeomatica srls)

VIDEO:
Valerio Chiaraluce

RIPRESE DA DRONE:
Egidio Severi

FOTO DEI MATERIALI:
Mauro Benedetti

RESTAURO DEI MATERIALI:
Marco Cesare Regno (Archeomatica srls)


Conferenza BAGNOREGIO UNDERGROUND - Intervento iniziale del Direttore del Museo, Tommaso Ponziani

Benvenuti a tutti per questo particolare appuntamento promosso dal Museo Geologico e delle Frane.
Un primo ringraziamento al Sindaco Bigiotti e all’Amministrazione Comunale per aver creduto e finanziato questo progetto, rivolto allo studio, alla documentazione e alla divulgazione delle caratteristiche inerenti le più importanti cavità ipogee presenti sul territorio di Bagnoregio, segnate da una rilevante valenza storico-archeologica e geologica. Progetto che è solo all’inizio ma sono sicuro che avrà un proseguo molto significativo in futuro.
Un altro grazie molto sentito, specialmente da parte mia, è rivolto alla dott. Maria Letizia Arancio, Funzionario Responsabile della Soprintendenza, che ci sta seguendo e supportando non solo con la sua competenza professionale ma anche con passione ed entusiasmo, nella realizzazione delle molteplici iniziative intraprese dal Museo che va considerato come un presidio territoriale, non solo per le problematiche legate al dissesto idrogeologico, ma anche come punto di riferimento per la valorizzazione turistica di ogni manifestazione  di tipo geologico, paleontologico e archeologico, di cui è ricca l’area della Teverina.
Un plauso particolare a Valerio Chiaraluce, archeologo che da rempo conosce , come pochi, il territorio della Teverina, sviscerandolo letteralmente, posso testimoniarlo io stesso, avendolo seguito nella ricerca dei vari percorsi ipogei di Bagnoregio, sempre esternamente (non sarei stato in grado di effettuare quelle contorsioni per entrare nei vari cunicoli conosciuti e non). Senza di lui non avremmo potuto documentare completamente la mostra che vedrete a Palazzo Alemanni.
Un ringraziamento, ancora,  a tutti coloro che, in  vario modo, hanno collaborato o contribuito alla riuscita di questo evento, come il dott. Luca Pesante, gli archeologi De Vincentiis e Tardioli, che ascolteremo fra poco, e Roberta Tozzi.
Un benvenuto più sentito alla Scuola, con la dirigente prof.essa Paola Adami e gli insegnanti presenti, ma soprattuttoagli studenti, con l’augurio di suscitare loro curiosità e voglia di esplorare i dintorni della propria esistenza, proprio come si faceva anche noi, da giovinetti introducendoci nel cunicolo che dal Cimitero portava al Parco della Rimembranza e da lì con il “fognone” fino a Porta Albana, o il foro dei Ghiri e quello di Civita o le varie cantine famigliari o addirittura l’abitato rupestre della Guadajona e altre che non ricordo.
Poi un pubblico elogio, mio personale, allo staff del Museo, al mio staff, da Enrico Diviziani a Claudia Gentili e Luca Costantini, ma soprattutto al referente di questo progetto Giovanni Maria Di Buduo, per l’impegno profuso da tutti e l’intenso lavoro svolto per preparare questo evento che illustra, come già detto, le più importanti cavità ipogee presenti sul territorio bagnorese.
Infine debbo ritornare, mio malgrado (ma solo per il tempo rubato), a compiacermi con il Sindaco e l’amministrazione comunale per aver intrapreso seriamente e concretamente una strada, ricca di iniziative volte alla salvaguardia e conservazione di Civita e che vede il nostro Museo al centro di regia per lo sviluppo di tale programma.
Infatti una delle più importanti iniziative è stata approvata e finanziata dall’Università La Sapienza di Roma e dal comune di Bagnoregio, denominata "Civita di Bagnoregio. Concepire un futuro sostenibile” che prevede, tra l’altro, la realizzazione di 2 importanti obiettivi: il I°riguarda la creazione e la gestione di un Database che raccoglierà i dati esistenti e quelli futuri, mettendoli a disposizione, attraverso il “Centro di documentazione territoriale” del Museo, per calibrare, nel miglior modo possibile, gli interventi da effettuare; il II° obiettivo consiste nel realizzare un intenso programma di monitoraggio per aree specifiche soggette a instabilità.
E’ questa la principale delle missioni, la vera “mission” che il Museo si è prefissata, quella cioè di documentare la storia e le sue straordinarie e uniche belezze naturali, la vita dei suoi più illustri cittadini, di monitorare le sue instabilità e soprattutto educare a conservare questo straordinario bene paesaggistico che la natura ci ha donato.


 
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